Dopo aver presentato le caratteristiche normative e di mercato dei paesi europei in cui il farmaco
generico è diffuso da tempo, appare interessante trasferire queste informazioni alla
realtà italiana per ipotizzare alcuni scenari di evoluzione del mercato generico nel nostro
paese. Queste proiezioni si fondano su assunzioni necessariamente rigide; di conseguenza, i dati
presentati vanno interpretati come tendenze, piuttosto che precise stime puntuali.
È stato considerato un campione di 18 principi attivi, corrispondenti a 60 farmaci rimborsati
dal SSN e aventi un fatturato complessivo rimborsato di 2.335 miliardi (su un totale di spesa
farmaceutica di 12.880 miliardi). In Tabella 1 sono riportati i
principi attivi esaminati, la classe terapeutica di appartenenza, il fatturato e l'anno di scadenza
del brevetto. Inoltre, si è assunto che, nel corso degli anni, i farmaci in questione
mantengano la medesima quota di mercato rilevata nel 1996; tale ipotesi è molto rigida, in
quanto, presumibilmente, la quota di mercato di tali prodotti dovrebbe essere erosa dall'introduzione
di nuovi farmaci negli anni successivi.
Alla luce di queste premesse, la Tabella 2 riporta i risparmi stimabili
per il SSN qualora parte dei principi attivi in questione venisse dispensata come farmaci generici.
Seguendo l'esperienza europea, si sono considerati livelli di prescrizione generica del 30-40% e
prezzi dei generici inferiori del 20-30% rispetto alle specialità. Si rileva come la
progressiva decadenza dei brevetti che coprono i principi attivi e la loro conseguente
"genericizzazione" consentirebbero, considerando i soli farmaci del campione, un risparmio fra i
31 e i 62 miliardi nel 2005 e fra i 140 e i 280 nel 2014.
Per una stima complessiva del mercato farmaceutico, si è proceduto ad un'ulteriore
elaborazione quantitativa partendo da due ipotesi semplificative:
il totale del mercato farmaceutico segue mediamente lo sviluppo (in termini di fatturato e di
scadenza brevettuale) ipotizzato per i farmaci del campione;
i farmaci "genericabili" rappresenteranno nel 2000 l'11% del fatturato totale, in base alla
stima prudenziale effettuata dalla SIFO, e raggiungeranno nel 2014 l'80%, coerentemente
con le stime di mercato attualmente disponibili.
In Tabella 3 sono riportati i risparmi totali stimati per il 2005 e il
2014: essi potrebbero raggiungere, rispettivamente, le quote di 394 e 1.236 miliardi di lire.