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Come esposto in altre parti del sito, i prezzi dei farmaci sono determinati secondo criteri piuttosto complessi e si articolano su una grande varietà di forme farmaceutiche.

L'effetto collaterale (non necessariamente e non da tutti indesiderato) è che non sia per nulla facile stimare 'a occhio' differenze modeste ma difficilmente giustificabili.

Se non ci credete provate ad identificare la meno costosa tra queste due offerte:
  1. confezione di 30 compresse da 150 MG a 17.50 euro
  2. confezione da 25 compresse da 175 MG a 18.20 euro
Senza guardare la risposta riportata qui sotto, fate la vostra scelta;
quale comprereste?

Poi… facciamo due conti, utilizzando la più classica delle formule economiche:
prezzo al pubblico (a: 17.50 b: 18.20)
diviso
quantità di principio attivo fornita (a:30*150 mg = 4,5 g; b:25*175 mg = 4,375 g)
ed otteniamo i costi per unità
a: 17.50/4500=3,88 euro/g
b: 18.20/4375 = 4,16 euro/g
Come si vede, la confezione da 30 compresse 'batte' quella da 25, che costa il 7,2% in più.

Non è certo un conto difficile, specie per un computer.
Il nostro programma di calcolo usa esattamente questa formula ed è in grado di dirvi, Generico per Generico, Specialità per Specialità, quanto vi costa (o quanto costa all'Erario) ogni grammo di sostanza.

Interrogandolo potrete scoprire, ad esempio, che esistono differenze anche molto forti tra confezioni diverse di uno stesso farmaco.

Non è però corretto saltare immediatamente a conclusioni 'amare': molto spesso le differenze trovano origine nel diverso confezionamento (utilizzo di procedure o materiali più costosi ma utili, come le tecnologie a rilascio graduale), nell'adozione di forme farmaceutiche particolari (colliri ipoallergenici, strumenti di erogazione, siringhe monouso preriempite).

Per questo i confronti hanno un loro pieno significato (sottolineano differenze puramente economiche) solo quando si riferiscono a identiche unità posologiche (che qui definiamo come la forma farmaceutica e la quantità di farmaco che vi è contenuta); esempi di unità posologiche, in questo senso, sono:
  • compresse da 100 mg
  • compresse solubili (incluse quelle effervescenti) da 500 mg
  • supposte da 200 mg
  • collirio al 2%
  • capsule a rilascio protratto da 100 mg
Se unità posologiche identiche (ovviamente della stessa sostanza) hanno costi che differiscono sensibilmente, è davvero difficile oggi trovare ragioni che spingano all'acquisto delle più care: dobbiamo infatti ricordare che si tratta, in ogni caso, di Specialità Medicinali che hanno ottenuto il pieno avallo del Ministero della Sanità e che vengono proposte ai Cittadini come identicamente efficaci e sicure.

Diverso, invece, è il caso dei confronti tra unità posologiche diverse: scoprire, ad esempio, che le compresse a rilascio protratto costano un po' di più di quelle normali non stupisce certamente, e soltanto in caso di differenze estreme si potrà considerare l'ipotesi di 'cambiare' (o di chiedere al proprio Medico affinchè venga cambiata) la prescrizione. Spesso, infatti, ai maggiori oneri corrispondono vantaggi reali, che non possono venir compressi nella formula di calcolo e che ne farsano gli apparenti risultati.