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Legislazione e mercato dei farmaci generici nei principali paesi europei
 
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La brevettabilità in campo farmaceutico
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Francia

Il mercato dei generici in Francia è agli albori, dal momento che nel 1997 esso ha rappresentato solo il 3,3% del fatturato farmaceutico complessivo (Anonimo, 1997c). Il modesto sviluppo finora registrato è riconducibile alla mancanza dei meccanismi incentivanti che in altri paesi ne hanno permesso la diffusione.
In particolare, il mercato del generico è stato frenato da tre fattori concomitanti:
  1. il prezzo medio dei farmaci non particolarmente elevato che ha limitato l'attrattività di questo segmento per le imprese;
  2. la mancanza, fino al marzo del 1997, di una disciplina giuridica destinata a garantire la piena fungibilità del generico rispetto alla specialità originaria;
  3. l'assenza di incentivi finanziari mirati al contenimento della spesa per i medici prescrittori.
Attualmente, il generico presenta potenzialità di crescita significative se si considera che il 48% delle 800 specialità più vendute (pari al 90% del valore complessivo delle vendite) sono ormai fuori brevetto (Anonimo, 1997d). Proprio alla luce di tali aspettative, le autorità di governo sono intervenute con misure di carattere legislativo, manifestando così esplicitamente la volontà di influenzare l'evoluzione di questo mercato.

Quadro legislativo
Tipologia di sistema sanitario,

Il sistema sanitario francese è caratterizzato dalla presenza di una pluralità di soggetti sotto il profilo sia del finanziamento sia dell'erogazione di assistenza sanitaria. Esso combina un'assicurazione sociale universale e assicurazioni supplementari sul lato del finanziamento, con un sistema di offerta che comprende fornitori pubblici e privati.
Sebbene negli ultimi anni non abbia subito importanti cambiamenti strutturali, il sistema sanitario francese è stato oggetto di diverse riforme finalizzate a ridurre i livelli di spesa e a migliorare le prestazioni.

Finanziamento
Il finanziamento del sistema ha come perno la Sécurité Sociale, il sistema di protezione sociale creato nel 1945 al fine di assicurare la popolazione francese contro tutta una serie di rischi, compresi quelli sanitari. La Sécurité Sociale è articolata in vari fondi malattia (definiti régimes), ciascuno dei quali è collegato ad una specifica categoria di lavoratori. L'adesione a tali regimi è obbligatoria e comporta il pagamento, da parte sia del lavoratore, sia del datore di lavoro, di un contributo commisurato al reddito. Il versamento di tale contributo garantisce il rimborso (totale o parziale a seconda dei casi) delle spese sanitarie sostenute non solo al lavoratore, ma anche ai familiari a carico, ai pensionati e ai disoccupati.
La Sécurité Sociale gestisce poco più del 75% del finanziamento dell'intero sistema di cure; il resto è quasi totalmente coperto da spese private (Duriez et al., 1996). I pazienti sono tenuti a sostenere direttamente la parte di spesa sanitaria non rimborsata, salvo il caso in cui non stipulino dei contratti di assicurazione integrativi con le mutue o con le compagnie d'assicurazione private.
Lo stato, pur finanziando direttamente appena l'1% delle spese di carattere sanitario, svolge un'azione fondamentale di controllo sugli "attori" del sistema (mutue, ospedali, professionisti sanitari ecc.) (Duriez et al., 1996)1.

Normativa di riferimento

Nonostante la popolazione ragguardevole, la Francia è stata sempre considerata dall'industria farmaceutica come uno dei mercati più difficili d'Europa per i bassi prezzi dei farmaci e per i periodici interventi di riduzione degli stessi (Anonimo, 1996a). In passato, gli interventi per il contenimento della spesa farmaceutica si sono concentrati prevalentemente sull'offerta; solo di recente il governo francese ha preso coscienza della necessità di intervenire anche sul lato della domanda, con misure rivolte ai medici prescrittori e ai farmacisti.
Le misure di contenimento più significative introdotte negli ultimi anni possono riassumersi nelle seguenti:
  • rideterminazione del prezzo dei farmaci e del livello di rimborsabilità;
  • revisione del sistema di remunerazione del farmacista;
  • adozione di una politica di controllo delle spese mediche ambulatoriali.
In Francia l'immissione in commercio di un farmaco è subordinata all'ottenimento di un'autorizzazione (Autorisation de Mise sur le Marché -AMM.-)2 da parte dell'Agencie des mèdicaments del Ministero della Sanità. L'iter procedurale che porta alla definizione del prezzo al pubblico di un farmaco rimborsabile consta di due tappe (Duriez et al., 1996).
Nella prima fase il titolare, dopo aver ottenuto l'AMM, puo chiedere alla Commission de Trasparence l'inclusione nella lista delle specialità rimborsabili. Tale commissione, dopo aver preso in considerazione l'interesse terapeutico, il mercato potenziale e i costi del prodotto, li confronta con quelli dei prodotti terapeuticamente sovrapponibili; a seguito di tale valutazione, provvede a trasmettere il giudizio3 formulato sul prodotto al Comité Economique du Medicament; in caso di parere positivo, la Commissione è tenuta a esprimere la propria opinione anche sul livello di rimborsabilità4.
Nella seconda fase, il Comité Économique du Médicament deve decidere il prezzo del prodotto e il livello di rimborso, prendendo in considerazione, oltre al parere della Commission de Trasparence, anche informazioni aggiuntive di carattere economico (Pelc e Castan, 1994).
Il costo della procedura per ottenere la rimborsabilità è di 15.000 franchi (circa 4,5 milioni di lire). Il riconoscimento della rimborsabilità ha durata triennale; almeno 6/7 mesi prima della scadenza è necessario sottoporre nuovamente la documentazione del prodotto al vaglio della Commissione (Anonimo, 1997e).
Nel gennaio del 1994, nel tentativo di contenere la spesa sanitaria, è stato introdotto, in seguito a una convenzione stipulata fra governo e industrie farmaceutiche, un nuovo metodo di determinazione dei prezzi: similmente a quanto previsto nel Regno Unito, ogni azienda puo fissare liberamente il prezzo di vendita dei farmaci, nel rispetto di un limite di fatturato fissato per singola azienda5. Il mancato rispetto di tale vincolo puo comportare riduzioni di prezzo e, nei casi più gravi, modifiche al regime di rimborsabilità dei singoli prodotti.
Pur non essendo l'adesione a questa convenzione obbligatoria, il livello di partecipazione è stato molto elevato: hanno aderito 125 imprese nel 1996, pari a circa il 90% del fatturato complessivo (Anonimo, 1997e).
A partire dal marzo 1990, la remunerazione concessa al farmacista per la vendita delle specialità rimborsabili ha assunto carattere regressivo rispetto al prezzo ex-fabbrica del farmaco (Giuliani, 1996a). L'adozione del marge dégressive lissée ha portato a un calo significativo del margine medio delle farmacie, il quale è passato (per le specialità rimborsabili) da 30,1% nel 1990 a 26,5% nel 1994 (Giuliani, 1996a).
La politica di controllo delle spese originate dai medici liberali trova i suoi riferimenti normativi nella legge Teulade del 4/1/93 e nella Convention6 siglata nell'ottobre dello stesso anno. L'adozione delle misure previste dalla Convention ha dato vita a un'attività di controllo nelle prestazioni mediche di carattere quantitativo e qualitativo.
Dal punto di vista quantitativo, viene fissato annualmente un tasso indicativo di sviluppo delle spese mediche che deve essere rispettato ai fini della rivalorizzazione delle tariffe (onorari medici). Sotto il profilo qualitativo, sono state predisposte delle linee guida specifiche per migliorare le prestazioni dei professionisti sanitari. Queste indicazioni (Références Médicales Opposables -RMOs) riguardano le prestazioni ordinariamente fornite dai medici e sono espresse in termini di raccomandazioni negative sui comportamenti prescrittivi (ad esempio, i trattamenti che prevedono l'uso contemporaneo di più antiipertensivi non devono essere iniziati per forme lievi di ipertensione)7. Esse sono finalizzate a migliorare le prestazioni rese dal medico; periodicamente, sono svolti dei controlli casuali da parte della Securité Sociale. Le violazioni alle linee guida sono penalizzate attraverso sanzioni di carattere pecuniario, la cui entità varia fra 1.562 e 11.250 franchi (corrispondenti a L.450.000 e L.3.200.000) in funzione dei parametri di durata, gravità e costo arrecato da tale comportamento all'assicurazione malattia (Anonimo, 1995).
L'introduzione delle linee guida diagnostico-terapeutiche ha consentito un parziale contenimento nei costi dei servizi sanitari extraospedalieri: l'incremento medio della spesa per tali servizi è stato nel 1994 e nel 1995 pari al 2,3%, contro il 6% registrato nel 1993 (Dixon, 1997).

Normativa specifica

Situazione brevettuale
La normativa relativa alla tutela brevettuale risale al 1968 ed è conosciuta come "legge sulle invenzioni" (Legge n.68-1 del 2 gennaio 1968 e successive modifiche); essa prevede la concessione dell'esclusiva nella commercializzazione dei prodotti brevettati per un periodo di venti anni a decorrere dalla data di deposito della domanda.
Nel 1990 la Legge n.90 del 25 giugno aveva previsto la possibilità di prolungare il periodo di esclusività conferito dal brevetto ai medicinali. La protezione complementare (Certificat Complémentaire de Protection -CCP-) si estendeva su un arco temporale di sette anni (a decorrere dalla data di scadenza del brevetto), con un limite massimo (brevetto più certificato complementare) di diciassette anni dalla data di autorizzazione all'immissione in commercio.
In questo modo, se l'autorizzazione all'immissione in commercio veniva ottenuta dopo più di dieci anni dal deposito della domanda di brevetto, la durata del CCP era, in ogni caso, di sette anni; viceversa, se l'AMM si otteneva dopo meno di dieci anni dal deposito della domanda di brevetto, la durata del certificato veniva calcolata in modo che la residua durata del brevetto più quella del certificato fossero pari a diciassette anni.
L'istituzione del CCP non era finalizzata ad accordare ai medicinali una situazione privilegiata rispetto agli altri settori industriali, ma piuttosto a rendere la durata della protezione dell'invenzione in campo farmaceutico omogenea con quella goduta in altri settori in cui le procedure di controllo e di autorizzazione sono più brevi (cfr.1.2.4).
Peraltro, l'introduzione del CCP aveva anticipato la normativa europea istitutiva del Supplementary Protection Certificate.
Le due disposizioni, pur avendo la medesima finalità, differiscono per il periodo di tutela accordato, prevedendo la normativa comunitaria un'estensione brevettuale massima di 5 anni (cfr. 1.2.4). Il regolamento UE, essendo direttamente applicativo, ha determinato un'abrogazione implicita della normativa preesistente, priva però di effetto retroattivo, ragion per cui i prodotti che hanno ottenuto il CCP hanno potuto godere di una tutela brevettuale più lunga.

Definizione di generico
Il farmaco generico, definito come un prodotto che presenta la stessa composizione quali-quantitativa di principi attivi, la stessa forma farmaceutica e bioequivalente rispetto alla specialità corrispondente, trova il suo riferimento normativo nella direttiva 65/65 CEE e nell'ordinanza del 25/04/96.
Il quadro normativo di riferimento per i prodotti generici è contenuto nel decreto n.221 del 14 marzo del 1997. Le principali novità introdotte riguardano (Anonimo, 1997f):
  • la definizione di gruppi omogenei di generici ordinati per specialità di riferimento;
  • la definizione normativa di biodisponibilità e bioequivalenza;
  • la specificazione dei casi in cui gli studi di bioequivalenza non sono richiesti.
Per quanto riguarda il primo punto, la normativa prevede che l'Agence des médicaments rediga, per ogni specialità medicinale a brevetto scaduto (specialité de référence), una lista dei generici da considerarsi equivalenti. Una specialità puo figurare come specialité de référence solamente qualora sia stata commercializzata in Francia e vanti un'autorizzazione all'immissione in commercio ottenuta con una documentazione farmacologica, tossicologica e clinica completa.
La presente clausola ha destato forti critiche da parte dei genericisti europei, poiché costituisce una barriera all'entrata nel mercato per i prodotti generici la cui specialità corrispondente non sia commercializzata in Francia.
Per ogni gruppo di generici viene indicata la Denominazione Comune Internazionale (DCI) e la denominazione completa. I generici con nome di fantasia (branded generics) devono evidenziare il loro status, apponendo un suffisso (GE) sulla confezione.
Il secondo punto riguarda la definizione di biodisponibilità e bioequivalenza. Per biodisponibilità si intende la velocità e l'intensità di assorbimento nell'organismo di un principio attivo (o di una sua frazione terapeutica) destinato a divenire disponibile al livello della zona di azione. Bioequivalenza viene definita come l'equivalenza delle biodisponibilità. Ai fini dell'ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del generico, la prova di bioequivalenza non è richiesta se:
  • il dossier è una semplice duplicazione dell'autorizzazione all'immissione in commercio della specialità di riferimento e lo stabilimento di produzione, le procedure di fabbricazione e l'origine del principio attivo sono le stesse di quelle della specialità di riferimento;
  • qualsiasi differenza nella biodisponibilità (qualora sia diversa la forma farmaceutica o la modalità di somministrazione) non conduce a variazioni significative in termini di efficacia terapeutica o di effetti indesiderati.
In questi casi, la composizione quali-quantitativa degli ingredienti, i controlli delle materie prime, il modo di preparazione della forma farmaceutica, i controlli del prodotto finito e, in particolare per le forme solide orali, le prove in vitro necessarie per ottenere l'autorizzazione all'immissione in commercio devono mettere in evidenza che il principio attivo del generico viene rilasciato in modo uguale a quello della specialità di riferimento. L'Agence des médicaments ha redatto una prima lista di prodotti sostituibili per ciascuno dei principi attivi considerati8. La lista comprende circa venti principi attivi, per ciascuno dei quali è stato specificato il prodotto di riferimento e i prodotti generici da considerare equivalenti9. Ad esempio, per la cimetidina il prodotto di riferimento è la specialità Tagamet, per la quale sono previsti otto generici intercambiabili per le compresse da 200 mg. Il prodotto di riferimento per il diltiazem è il Tildiem e per le compresse da 60 mg sei generici sono considerati intercambiabili (Anonimo, 1997g). Altri prodotti verranno gradualmente inseriti nelle liste, in linea con l'evoluzione del mercato del generico.
L'inserimento dei prodotti nei Répertoires des génériques è subordinato al controllo analitico dei dossiers, non essendo prevista alcuna semplificazione nelle procedure di autorizzazione all'immissione in commercio dei generici. Di conseguenza, l'Agence des médicaments ha colto l'occasione per riesaminare i dossiers di farmaci da tempo presenti sul mercato, potendone verificare la conformità alla normativa europea.
Al momento attuale, l'inclusione nella lista ha un significato simbolico, ma non è da escludere che tale lista acquisisca in futuro anche una valenza selettiva vera e propria.

Prezzo dei generici
La procedura di fissazione del prezzo dei generici segue l'iter generale descritto precedentemente, anche se l'approvazione da parte della Commission de Transparence è automatica qualora il prezzo sia inferiore del 30% rispetto alla specialità originale (Anonimo, 1997c).
La rimborsabilità del generico è subordinata a due condizioni:
  1. l'iscrizione nelle liste di sostituibilità redatte dall'Agence des médicaments;
  2. la denominazione, costituita dalla DCI del principio attivo seguita dal nome del produttore, o dal nome di fantasia seguito dal suffisso GE per indicare che si tratta di un prodotto generico (Anonimo, 1997e).


Incentivi allo sviluppo del mercato dei generici
Il decollo del mercato dei generici è strettamente legato alla presenza di un insieme di incentivi destinati a promuoverne la prescrizione, la dispensazione e, quindi, il consumo. L'esperienza maturata in altri paesi ha permesso di evidenziare come lo sviluppo del generico richieda un buon coordinamento fra i fattori burocratico-amministrativi che ne facilitano l'immissione sul mercato e quelli economici e normativi che ne stimolano la prescrizione da parte del medico e la sostituzione da parte del farmacista.
La Francia, a questo riguardo, ha adottato delle misure di incentivazione rivolte prevalentemente alle aziende, piuttosto che ai medici o ai farmacisti.
Le misure ufficiali adottate a sostegno del mercato del generico sono contenute nella convenzione conclusa fra autorità pubbliche e industria farmaceutica, in base alla quale le imprese hanno ottenuto una maggiore flessibilità nella fissazione dei prezzi delle nuove specialità in cambio della contestuale registrazione di farmaci generici. Le industrie hanno fino ad oggi rispettato l'accordo, registrando i generici, ma non procedendo alla loro commercializzazione: circa 900 generici sono stati finora autorizzati, ma la maggior parte di essi non sono stati ancora lanciati sul mercato (Anonimo, 1997d). D'altro canto, una politica di incentivi orientata solamente all'offerta è destinata ad avere un impatto limitato, qualora non venga affiancata da misure rivolte alla domanda (Le Pen, 1997). In questo senso, un forte stimolo alla prescrizione generica potrebbe essere rappresentato dall'introduzione di forme di responsabilizzazione economica del medico (budget de prescription). Le politiche di regolamentazione delle cure mediche finora adottate non includono l'imposizione di un target di spesa per i medici. Le stesse RMOs sono indicazioni sui comportamenti che il medico deve adottare definite su base clinica e non economica, ma non possono di per sé‚ costituire un incentivo efficace allo sviluppo del mercato dei generici.
L'accordo (Convention Medicale iscritta nel Journal Official del 29/03/1997) stipulato fra l'assicurazione nazionale CNAM (Caisse National Assurance Maladies) e il sindacato dei medici generali (Mg-France), riguardante la scelta del paziente di adottare un medico di riferimento, ha carattere volontario sia per il medico sia per il paziente ed è finalizzato a razionalizzare la prescrizione e il consumo dei farmaci. In passato, il consumo di medicinali è risultato elevato anche a causa della possibilità per il paziente di consultare qualsiasi medico (generico o specialista) per un numero di volte potenzialmente illimitato. Il nuovo accordo prevede che i pazienti possano registrarsi presso un unico medico di base, in cambio dell'esenzione dal pagamento dell'onorario. Il medico, in base a tale accordo, viene remunerato in forma di quota capitaria per ciascun paziente iscritto nel proprio registro e si impegna a prescrivere, fra i prodotti con la stessa DCI, quello più economico. Una lista di prodotti equivalenti è stata redatta nel novembre 1997. Il medico dovrebbe prescrivere i prodotti a minor costo per almeno il 10% del valore complessivo delle prescrizioni effettuate, di cui almeno il 3% attraverso prescrizioni generiche.
Un ulteriore incentivo allo sviluppo del generico potrebbe derivare dall'informatizzazione delle prescrizioni. Allo scopo di consentire una rapida e accurata elaborazione delle richieste, il governo ha decretato che tutti i medici dovranno trasmettere in modo informatizzato le prescrizioni dalla fine del 1998, prevedendo delle penalità per coloro che non partecipano al progetto. L'intero sistema dovrebbe basarsi su una combinazione di "carte intelligenti" e su una rete telematica per la trasmissione delle richieste e dei rimborsi10. L'automazione degli ambulatori medici implica necessariamente l'adozione di software applicativi che possono acquisire notevole rilevanza nell'orientare l'attività prescrittiva. Il sindacato dei medici ha fornito alcuni database illustrativi contenenti informazioni sui generici per favorirne la diffusione (Anonimo, 1997h).
Per quanto riguarda la distribuzione finale, soprattutto nelle piccole località in cui il farmacista è in stretto contatto con il medico generico, le modalità di remunerazione potrebbero in qualche misura favorire lo sviluppo del mercato generico. A differenza di un sistema proporzionale che premia i farmaci più costosi, l'introduzione del margine regressivo non penalizza a priori la dispensazione dei farmaci economici. Tuttavia, nonostante la Francia presenti un margine dalla regressività più accentuata rispetto a quello tedesco e italiano, la dispensazione del generico non risulta ancora economicamente conveniente per il farmacista nella maggioranza dei casi. Per comprendere meglio tale fenomeno, è utile mostrare un esempio. Attualmente la dispensazione della amoxicillina più economica al posto di quella più costosa fa aumentare il margine della farmacia da 30,7% a 36,2%, ma comporta una perdita in valore pari a circa 3 franchi (1.000 lire) per confezione (Tabella 1).
I farmacisti francesi, di fronte al potenziale sviluppo del mercato del generico, si presentano divisi. Da un lato, esistono coloro che ne auspicano la crescita, intravedendo la possibilità di ottenere il diritto di sostituzione; dall'altro, permangono forti ostilità, motivate non solo dalla maggiore responsabilità di cui verrà investito il farmacista nel caso di esercizio della facoltà di sostituzione, ma anche dall'impatto negativo che il generico potrebbe avere sulla remunerazione11 (Tabella 2).

Penetrazione

Il mercato del generico in Francia è uno dei meno sviluppati in Europa, con una quota del 3,3% raggiunta grazie soprattutto al settore ospedaliero (Anonimo, 1997i).
Sebbene circa la metà degli 800 prodotti più venduti sia fuori brevetto, quindi potenzialmente aperto alla competizione, le copie generiche in commercio sono meno di un centinaio (Anonimo, 1997c).
Il governo francese potrebbe realizzare un forte risparmio di spesa pubblica qualora i prodotti farmaceutici più frequentemente prescritti fossero sostituiti dalle corrispondenti versioni generiche (Anonimo, 1996a). La Tabella 3 è utile per comprendere i risparmi realizzabili su alcuni principi attivi con la dispensazione dei generici in luogo delle corrispondenti specialità.
Simulazioni di mercato hanno mostrato come, qualora fosse prescritta la versione generica della cimetidina al posto della specialità originale, si otterrebbe un risparmio di 8,7 milioni di franchi (circa 2,5 miliardi di lire); analogamente, se fosse prescritta la versione generica del verapamil al posto della specialità Isoptine, si potrebbe ottenere un risparmio di spesa pari a 54,5 milioni di franchi (circa 16 miliardi di lire) (Anonimo, 1996a).

Concorrenza

Di seguito, vengono presentate le principali aziende francesi operanti nel campo dei farmaci generici. Le Tabelle 4 e 5 evidenziano le quote di mercato delle principali aziende genericiste e i loro assetti proprietari.
  • Gnr-Pharma appartiene al gruppo Knoll BASF. I prodotti sono stati posti sul mercato sotto la denominazione comune internazionale (DCI) seguita da GNR, con un prezzo inferiore del 30% rispetto alla specialità originaria. Fra i principi attivi commercializzati, vanno citati la cimetidina, il diltiazem, il cefadroxil, il piroxicam, l'allopurinolo, il dipiridamolo, la doxociclina, l'eritromicina, il minoxidil, il paracetamolo, il sucralfato e la vitamina E. La società ha lanciato la prima campagna promozionale diretta al pubblico sull'uso del generico, attraverso messaggi televisivi e inserzioni sulla stampa (Anonimo, 1997l). L'attività promozionale sul medico viene svolta da circa settanta informatori medico-scientifici.
  • Lafon-Ratiopharm è una società acquisita recentemente dalla tedesca Ratiopharm che ha ottenuto dal Ministero della Sanità francese l'autorizzazione all'immissione sul mercato per allopurinolo, amoxicillina, atenololo, diltiazem, isosorbide dinitrata, econazolo, nifuroxazide e diosmina. I farmaci sono individuati dalla DCI seguita dal nome della società. Ratiopharm aveva tentato di entrare nel mercato già nel 1993, in joint-venture con Sanofi, ma l'iniziativa non ebbe successo a causa della allora scarsa ricettività del mercato.
  • Biogalenique è stata acquisita nel maggio del 1995 dalla Rhône Poulenc Rorer e ha un portafoglio di circa 70 prodotti, destinato a crescere fino a comprenderne 300 entro i prossimi tre anni. I prodotti più importanti, ora registrati sotto la DCI seguita da RPG (Rhône-Poulenc Génériques), sono clonidina, alfa-metildopa, diidroergotossina, nifedipina, tetraciclina. Circa ottanta informatori si occupano della promozione del generico presso i medici prescrittori.
  • Merck-Génériques ha immesso sul mercato, sotto la DCI seguita dal nome Merck, cinque principi attivi: cimetidina, piroxasmina, indapamide, carbocisteina e lattulosio. L'attività promozionale viene svolta da circa 30 informatori.
  • Attraverso la sussidiaria Genevar, Novartis ha fatto il suo ingresso nel mercato francese del generico. I principi attivi immessi in commercio sono acebutololo, amoxicillina, lorazepam, sulpiride e trimebutina. Tutti sono commercializzati sotto la DCI seguita dal nome Genevar.
Altre società con un significativo interesse nel mercato dei generici sono: Sanofi che ha creato la Dakota Pharm; Hoechst Marion Roussel con Qualimed per i generici dispensati agli ospedali e con Cox e Copley per quelli dispensati alle farmacie; Synth‚labo con Irex.
Sanofi e Hoechst Marion Roussel stanno concludendo un accordo per formare una nuova società che raggrupperà Cox, Dakota e Hexal (il genericista secondo in classifica in Germania). Questo consolidamento potrebbe favorire una riduzione dei costi e consentire un ampliamento della gamma dei prodotti.
Synth‚labo, società del gruppo L'Oreal, ha acquisito società genericiste operanti in Francia (Irex) e in Germania (Lichtenstein Pharmazeutica GmbH & co), coerentemente con la politica aziendale di diversificazione nei segmenti di mercato in rapida crescita. Recentemente, ha acquisito inoltre un'altra società genericista tedesca, la Sanoria Pharma GmbH, che le permetterà di estendere ulteriormente la propria area di attività.
Bayer ha recentemente investito 80 milioni di franchi (circa 23 miliardi di lire) nell'acquisizione di alcune società genericiste (fra cui Genodex), istituendo la Bayer Classics Fabricant. È previsto un ulteriore investimento di 90 milioni di franchi (circa 26 miliardi di lire) che dovrebbe permetterle di raggiungere un portafoglio di quaranta prodotti entro il 2001.